Supervision – Everyone has a message to tell
Un concorso europeo unico sui “media” si è concluso questa settimana. Il concorso giovanile sui media “Supervision” è rimasto on-line per 6 mesi, contando oltre 200 partecipazioni di giovani dall’Europa. Un concorso che nel suo genere non ne ricorda altri. Il target group era composto da ideatori d’immagine non professionisti (cioè, tutti) dai 15 ai 30 anni. Abbiamo usato l’ event wall del più popolare social network, Facebook, per inviare foto e disegni grafici, e Vimeo per i video.
Non c’è stato nessun tipico i-Phone o premio in contanti, solo una cena a lume di candela in Italia. Non c’e stat nessuna istituzione dei media a supportare il progetto. Erano assenti anche sponsor commerciali e firme in auge. La linea che abbiamo scelto per il progetto “Sii il cambiamento che vuoi vedere” è stata mutuata dal Mahatma Gandhi.
A quanto sembra niente di eclatante. Intrattenimento zero.
Ed è per questo che i risultati sono stati entusiasmanti. La qualità degli audio-visivi, i messaggi personali, la diversità delle intuizioni, delle scelte e delle osservazioni fatte dai creatori d’immagine di Supervision tolgono il respiro. Prevedibili scintillii della natura, scenari urbani ed oggetti quotidiani. Ritratti cavalcati dal contesto di persone ed animali usati per trasmettere efficacemente sentimenti. Fotografie che trascendono la routine e gettano luce sugli aspetti poco noti della vita quotidiana. La maggior parte dei progetti video giovanili rimane incompleta. Ciò fa ancora più onore ai video che sono stati completati. La gioia musicale di Play Life e Life Is, l’affascinante e manipolativo soundtrack di The Globe, la vivacità dei ragazzi in Women are… Oh yeah!, e la famosa esperienza del video-gioco del direttore cieco & attore Sorin Tata mi danno la forte impressione che la realizzazione di questi video ha portato semplicemente del piacere.
Supervision è un esempio di fotografia e video creati ogni giorno, ovunque, da tutti. E social network significa che saranno lì per l’eternità. E’ l’arte dei giovani, l’espressione della vita.
Voglio personalmente ringraziare questi creatori d’immagine per aver condiviso le loro visioni con il resto del mondo.
Miki Ambrózy
Fondatore di “Birth-of-Image” e Membro della Giuria